Prof. Ricciardi La rubrica del Prof.
Gennaio 2026 Pubblicazione

Aspetti neurofisiologici della biorisonanza

Materia, energia, stress e regolazione dell’organismo come sistema integrato

Abstract

Una riflessione del Prof. Pasquale Maurizio Ricciardi sugli aspetti neurofisiologici della biorisonanza, letti attraverso il rapporto tra materia, energia, informazione biologica, sistema neurovegetativo, tessuto connettivo, stress, omeostasi dinamica e capacità dell’organismo di autoregolarsi.

1. Materia, energia e vibrazione

In una concezione del mondo in cui è stata confermata l’identità tra materia ed energia e l’interscambiabilità tra particella e onda, appare evidente come la luce, il suono e le onde elettromagnetiche possano creare forme, relazioni e situazioni diverse.

Il suono ritmato dei pulsar distanti milioni di anni luce, il suono degli elettroni che ruotano su se stessi, il suono del DNA, richiamano il concetto del mondo come vibrazione armonica. Quando questa vibrazione perde la propria armonia, secondo questa visione, può iniziare uno squilibrio che coinvolge l’organismo nel suo insieme.

Il principio dei cinque elementi — terra, fuoco, acqua, metallo, legno — alla base della medicina energetica cinese, può essere associato alle cinque note principali della scala musicale: fa, do, sol, re, la. Da questa impostazione si possono individuare dodici suoni collegati ai dodici meridiani agopunturistici, nei quali, secondo la tradizione, scorre energia.

Nella medicina indiana, la salute è considerata uno stato in cui le vibrazioni psicofisiche dell’uomo sono in armonia con le vibrazioni del cosmo. Anche nella cultura filosofica occidentale il ritmo e il suono assumono un ruolo significativo: Platone affermava che il mondo è costituito secondo principi musicali, mentre Aristotele attribuiva al ritmo una funzione capace di innalzare il livello morale e fisico dell’uomo.

Questa prospettiva non separa il corpo dalla sua relazione con il mondo, ma lo colloca dentro un sistema di risonanze, ritmi, informazioni e scambi continui.

2. Bisogni, Gestalt e relazione con l’ambiente

L’uomo è guidato nel proprio agire da bisogni fondamentali: fame, sete, impulso sessuale, sicurezza, amore, autostima, realizzazione di sé. I primi vengono abitualmente definiti bisogni primari; gli altri sono spesso considerati conseguenza dei primi. Tuttavia, anche questa classificazione può essere riconsiderata alla luce delle conoscenze della meccanica quantistica, della biochimica e della biologia molecolare.

Perls, fondatore negli anni Trenta della psicologia della Gestalt, partiva dal presupposto che la visione d’insieme costituisca una nuova unità percettiva, superiore alla somma delle sue parti. Egli considerò tutti i bisogni dell’uomo come forme, o gestalt, interagenti tra loro e con il contesto in cui si manifestano.

Una volta soddisfatti, i bisogni vengono sostituiti da altri. Le nevrosi, in questa lettura, avrebbero origine da una gestalt non compiuta, da una forma rimasta aperta o non integrata.

Il rapporto con l’ambiente e con gli altri diventa quindi fondamentale. È attraverso il mondo esterno che avviene lo scambio energetico, verbale ed emozionale: un processo continuo di formazione, trasformazione e dissoluzione della forma.

La cultura positivista e illuminista ha separato mente e corpo. Le culture tradizionali, al contrario, ponevano come punto di partenza la certezza dell’uomo come microcosmo integrato nel macrocosmo. Tutte le cose del mondo esterno e interno accadono perché sono unite tra loro e con l’ambiente.

La realtà psicofisica è universale: uni-versus, cioè nella direzione dell’unità. Come il cosmo, anche l’organismo è una unità integrata di tutte le sue parti. Secondo Pischinger, questo livello di integrazione avrebbe sede nel Grund System, il sistema di base del tessuto connettivale, definito come teatro di guerra e di pace.

3. L’organismo come unità integrata

Nella concezione sistemica — o, nel linguaggio originario del testo, olistica — ogni parte porta in sé una relazione con il tutto: ogni parte sente, vibra e comunica con ogni altra parte.

La fisica è giunta alla considerazione che la materia stessa sia una forma di energia. Lovelock ha proposto l’idea che l’intera gamma della materia vivente — dalle balene ai batteri, dalle querce alle alghe — possa essere considerata come una singola unità vivente, capace di manipolare l’atmosfera secondo le proprie necessità.

Il nome di Gaia richiama la Terra della tradizione greca. Per Lovelock la vita sarebbe un sistema complesso che si autoregola: biosfera, atmosfera, suolo e mari costituiscono insieme un sistema cibernetico ottimale per la vita sulla Terra.

Questa visione si collega ai contributi di diversi predecessori: Hutton, medico e geologo scozzese; Von Humboldt, filosofo tedesco; Suess, geologo austriaco; Reclus, geologo francese, che affermava che l’uomo è la natura che prende coscienza di sé; Teilhard de Chardin, geologo e religioso francese; Vernadsky, geochimico russo, che dichiarò per primo che la Terra è un organismo vivente.

Se non esiste una separazione assoluta tra energia e materia, come indicato dalla fisica subatomica, allora per recuperare il senso dell’unità occorre passare attraverso il centro: ricostruire il percorso che lega i colori dell’arcobaleno alla luce bianca. Bisogna ritrovare il prisma, il solido che attraversato dalla luce bianca la divide nei sette colori componenti e la riconduce poi alla luce bianca in uscita.

La bioenergetica, fondata negli anni Sessanta da Lowen, nasce come terapia di integrazione tra tecniche psicologiche e tecniche corporee. Precursore di questa impostazione fu Reich, che parlava della corazza muscolare del corpo e del comportamento ad essa collegato.

La meccanica quantistica comprende il principio di indeterminazione di Heisenberg: a un elettrone che orbita attorno a un nucleo non può essere attribuita, in ogni istante, una posizione spaziale rigidamente determinata. Nell’universo, le leggi iniziali sono uniche, ma le condizioni adatte alla vita si sono formate anche attraverso processi casuali, poiché la vita evolve adattandosi alle condizioni prevalenti.

L’essere umano non è quindi un insieme di organi isolati, ma un sistema nel quale l’armonia delle parti rappresenta una condizione essenziale per la salute. Questo concetto si ritrova anche nella medicina indiana, fin dall’VIII secolo a.C., dove l’uomo viene osservato come un sistema sociale e biologico unitario.

Ogni intervento terapeutico, in questa prospettiva, dovrebbe essere rivolto all’equilibrio del sistema e non soltanto al singolo organo. L’uomo è una unità psicofisica, composta da mente e corpo interagenti tra loro.

Il sistema allopatico ha ridotto alcune malattie infettive e infiammatorie, ma ha spesso trascurato la possibilità di autoregolazione e autoguarigione dell’organismo, soprattutto davanti alle forme degenerative e autoimmuni.

4. Mesencefalo, stress e ambiente

Il ruolo del mesencefalo nella genesi di molte malattie è stato spesso trascurato.

Il mesencefalo agisce in relazione con il sistema neurovegetativo, con l’apparato endocrino e con il sistema limbico, sede di importanti processi emozionali. In questo modo viene attivata la reazione di Selye, indipendentemente dal fatto che lo stimolo provenga dall’esterno o dall’interno dell’organismo.

Nei tempi antichi venivano scelti con cura i luoghi dove costruire case e templi, sulla base della valutazione delle qualità energetiche del suolo. Alcuni punti della superficie terrestre sono stati considerati portatori di caratteristiche elettromagnetiche particolari, capaci di influenzare positivamente o negativamente la salute, che Bertalanffy collegava all’equilibrio di flusso dell’uomo.

La più antica riproduzione topografica del campo magnetico terrestre risalirebbe a una incisione su un dolmen bretone, nella quale sarebbe possibile osservare una corrispondenza tra antiche rilevazioni e misurazioni moderne.

Come in ogni corpo fisico, anche nella Terra l’energia seguirebbe canali precisi, paragonabili ai meridiani agopunturistici: una rete di raggi tellurici che attraversano la superficie terrestre e generano campi elettromagnetici di diversa intensità. La geobiologia studia questi aspetti.

Le ricerche in questo ambito iniziano all’inizio del secolo con Laknowsky, secondo il quale la natura del terreno modifica il campo delle onde cosmiche alla superficie del suolo, condizione che potrebbe causare squilibri biologici negli organismi viventi.

Tra le teorie più recenti viene citata quella di Hartmann, che parla di una griglia globale o rete H: una maglia che si manifesta come un reticolato orientato secondo precise direzioni, con punti di incrocio considerati biologicamente più attivi.

In questa prospettiva si distinguono luoghi neutri e luoghi perturbati, capaci di produrre squilibri biologici. Diventa quindi importante misurare con strumenti scientifici l’eventuale presenza di campi di disturbo nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro, dove l’uomo trascorre gran parte del proprio tempo.

Nel documento originario viene riportata anche una osservazione tradizionale: evitare i luoghi scelti dal gatto per riposare, poiché questo animale cercherebbe luoghi disturbati, mentre il cane tenderebbe a evitarli, così come molti uccelli costruirebbero i nidi in zone neutre. Anche alcune piante, se collocate in zone perturbate, tenderebbero a inclinarsi, dare pochi frutti, presentare tronchi sdoppiati o ricoperti da formiche. L’ortica, come i gatti e le formiche, viene indicata come pianta che ama le zone perturbate e vi cresce molto in altezza.

L’uomo, in questa lettura, non deve essere considerato come un robot al quale sia possibile togliere o aggiungere pezzi, ma come un trasformatore di energia e informazione. Le emozioni possono giocare un ruolo negativo sulla salute, abbassando le difese immunitarie, così come possono fare altri stressori esogeni.

5. Sistema aperto, ragnatela e omeostasi dinamica

La fisica quantistica ha superato l’idea dell’universo come macchina rigidamente determinata, aprendo alla comprensione dell’equilibrio tra ordine, disordine e complessità del caos.

L’uomo può essere considerato un sistema aperto, molto sensibile all’influenza esterna e, al tempo stesso, capace di comportamenti ordinati e finalizzati, come se esistesse una mente regolatrice dei comportamenti dei sistemi complessi.

La mente può essere definita come processo, mentre la materia può essere considerata struttura: due aspetti complementari della stessa realtà.

L’immagine della ragnatela esprime bene una visione in cui tutto è connesso. Per molti scienziati è difficile accettare questo concetto, perché presuppone la valutazione della dinamica della totalità per comprendere le singole proprietà delle parti.

Le onde elettromagnetiche sono caratterizzate da tre parametri: frequenza, forma e ampiezza. Questi determinano caratteristiche fisiche specifiche e modalità percettive diverse secondo il tipo di onda. Da qui nasce la possibilità di ascoltare variazioni acustiche come note musicali, apprezzare sfumature di colore nella luce visibile o percepire il calore generato dagli infrarossi.

L’organismo è un sistema a feedback orientato al mantenimento dell’omeostasi dinamica.

Lo stress rappresenta la risposta a uno stimolo di determinata intensità, durata e frequenza, capace di modificare l’omeostasi dinamica e quindi lo stato di salute.

Tutto questo appartiene alla cibernetica, la scienza del controllo e delle comunicazioni. La biocibernetica, parte della cibernetica, ricerca le modalità dinamiche dei sistemi di autoregolazione, autoadattamento e auto-organizzazione.

Questi fattori di regolazione si trovano nel tessuto connettivo, o sistema di base, controllato dal sistema ipotalamo-surrene.

6. Cibo, intolleranze e reazione di adattamento

Il cibo può trasformarsi, in alcuni soggetti, in uno stressore capace di determinare reazioni allergiche.

Quando tali reazioni sono acute, risultano più facilmente osservabili. Quando invece sono subacute o ritardate, possono essere definite mascherate e diventare più difficili da riconoscere. In questo tipo di allergie o intolleranze alimentari, il soggetto può sentirsi bene subito dopo l’assunzione del cibo incriminato, mentre i sintomi possono comparire anche dopo tre-cinque giorni. Per questo motivo la sostanza ingerita difficilmente viene sospettata.

Il problema è ulteriormente complicato dal fatto che spesso si tratta di un alimento desiderato, che produce una sensazione iniziale di benessere. Se quel cibo non viene assunto con una certa frequenza, la persona alimento-dipendente può andare incontro a una sorta di crisi di astinenza, che la porta ad aumentare le dosi della sostanza per ottenere nuovamente benessere.

Con il tempo, il potere di adattamento al cibo o alla bevanda tende a diminuire, fino ad arrivare all’esaurimento, secondo la reazione di Selye. A quel punto possono comparire sintomi di varia natura, spesso considerati come momento iniziale della malattia.

Le malattie un tempo considerate esclusivamente psicosomatiche possono essere lette anche come somatopsichiche, cioè a punto di partenza somatico. I sintomi delle intolleranze alimentari possono manifestarsi in molti apparati: respiratorio, digerente, cutaneo, cardiovascolare, scheletrico, endocrino, genitourinario. Possono inoltre comparire cefalee e disturbi comportamentali.

Le intolleranze alimentari vengono considerate quasi sempre acquisite e dipendenti dall’abuso di un determinato cibo. Una volta stabilita la reazione, il contatto con la sostanza può produrre una risposta immediata, riconducibile allo stato di allarme. Con il tempo, la persona può incrementare la dose, ottenere un temporaneo benessere e, in assenza dell’alimento per alcuni giorni, sviluppare malessere, fino alla sindrome di esaurimento.

Secondo Pischinger, tutte le funzioni vengono controllate a livello del mesenchima molle, ubiquitario e organizzato ciberneticamente.

7. Biorisonanza, biofotoni e informazione intercellulare

La terapia di Morell viene descritta come un intervento che, attraverso un apparecchio elettronico, modifica onde elettromagnetiche considerate mezzi di informazione intercellulare, insieme ai biofotoni, alle onde acustiche e ai messaggi biochimici.

Secondo questa impostazione, una volta cancellate le informazioni patologiche memorizzate e ristabilita l’armonia delle onde, si ricostituisce lo stato di salute.

Nell’organismo, le comunicazioni possono avvenire rapidamente perché basate anche su onde elettromagnetiche, che precederebbero o affiancherebbero quelle biochimiche. Le informazioni dei cibi e dei farmaci verrebbero trasmesse, in questa visione, anche attraverso onde elettromagnetiche.

Dalla fisica sappiamo che è possibile annullare un’onda elettromagnetica con un’altra onda speculare della stessa ampiezza e frequenza. Questo principio viene richiamato come modello di regolazione biocibernetica tra paziente e apparecchio Mora.

L’ipotalamo produce due neuroormoni: uno stimolante, RF, e uno inibente, IF, che agiscono sull’ipofisi. La quantità di somatotropo tende a diminuire con gli anni per il prevalere del fattore inibitore, con aumento della massa grassa rispetto a quella magra e alterazione dell’omeostasi dinamica dei sistemi endocrino, nervoso e immunitario.

Secondo Pischinger, la regolazione neuroendocrinoimmunologica avrebbe sede nel tessuto connettivo, chiamato sistema di regolazione di base o Grund System. Questo sistema è costituito da una unità funzionale composta da capillari, sistema neurovegetativo e cellule connettivali.

Il fluido extracellulare verrebbe regolato da questa triade. L’ambiente cellulare regolerebbe lo scambio acido-base, la permeabilità dei capillari e delle membrane cellulari, l’ossigenazione cellulare, cioè l’equilibrio del flusso energetico secondo Bertalanffy.

8. Sistema neurovegetativo, gamma tono e campi di disturbo

A livello cellulare, il simpatico può essere considerato un attivatore di energia, mentre il parasimpatico un fissatore e accumulatore di energia.

Una volta stimolato il sistema neurovegetativo, l’influsso passa dalla periferia al tronco dell’encefalo e alla formazione reticolare, che regola il gamma tono. Secondo Gaymans, i blocchi articolari sarebbero dovuti a spasmi muscolari, indice di uno squilibrio del gamma tono.

Le terapie riflessologiche determinerebbero uno stimolo centripeto di regolazione cibernetica: una informazione che agisce come segnale, al quale il meccanismo di regolazione del sistema risponde attivando il corretto funzionamento.

L’ecologia clinica, termine ideato da Randolph, nasce dall’osservazione che l’esclusione di alcuni cibi poteva determinare miglioramenti in specifiche condizioni. Anche i cibi, in particolari soggetti allergici, possono agire come stressori.

Questi elementi costituirebbero ciò che Pischinger chiama focus: una piccola quantità non riassorbibile nel tessuto connettivo lasso di tossine, capace di causare disturbi della regolazione neurovegetativa.

Il campo di disturbo sarebbe invece di dimensioni maggiori rispetto al focus. Ne sono esempi diverticoli intestinali, litiasi biliare e renale, appendicopatie. Tra i foci più frequenti nell’adulto vengono indicati quelli dentali; nel bambino, quelli tonsillari.

La risposta fisiologica a ogni tipo di stimolo, esogeno o endogeno, centripeto o centrifugo, può essere ricondotta alla reazione di Selye dello stress. Una volta avviata, questa risposta deve comunque concludersi in tempi più o meno brevi e produce neurotrasmettitori che entrano in circolo e devono essere eliminati o trasformati.

Tra queste trasformazioni viene richiamato l’acido lattico, che può derivare non solo dal metabolismo muscolare anaerobico lattacido nella forma destrogira, ma anche dal catabolismo delle catecolamine nella forma levogira. Quest’ultima viene indicata come particolarmente presente in soggetti affetti da tumore o che hanno avuto un infarto del miocardio.

Nel test di regolazione con EAV di Voll, BFD o dermografia a decoder, i focolai del corpo possono essere riconosciuti sul grafico. Diviene così possibile intervenire sui campi di disturbo con l’obiettivo di migliorare affezioni degenerative o infiammatorie.

9. Scienza, unità e nuova visione globale

La scienza sistemica considera i fenomeni naturali come parti di una unica rete universale. La materia da sola non può esistere. Spazio e tempo non sono separati, ma fanno parte della coscienza dello sperimentatore e variano con la posizione e la velocità dell’osservatore stesso.

Molti scienziati considerano la biosfera come un organismo vivente. La psicosomatica e l’omeopatia hanno contribuito a una nuova visione globale, mentre la fisica quantistica ha gettato un ponte con alcune concezioni arcaiche orientali.

Fritjof Capra, nei volumi Il Tao della fisica e Il punto di svolta, affronta il concetto di una scienza sistemica nella quale, partendo dalla fisica quantistica, viene ritrovato il nesso di tutte le cose nel flusso di energia.

La scienza, pur avendo apportato contributi fondamentali con il metodo sperimentale e matematico, è rimasta a lungo ferma alla separazione cartesiana e newtoniana tra mente e corpo, inibendo altre vie di approccio alla realtà, come intuizione, immaginazione e creatività.

Anche l’economia, in questa visione, dovrebbe considerare l’ecologia: il costo ambientale dell’esaurimento delle risorse, dell’inquinamento, della perdita dei posti di lavoro, della qualità della vita e dei rapporti interpersonali. Questi fattori possono produrre danni irreversibili per il futuro e compromettere ogni forma di vita.

La grandezza di Selye è stata quella di rappresentare biologicamente la reazione dello stress, considerando non solo la natura dei diversi stressori, ma anche la loro intensità, durata e frequenza, capaci di scatenare lo stress con conseguenze fino alla morte dell’organismo colpito.

Riconosciuta l’identità tra energia e materia e l’interscambiabilità tra onda e particella, si comprende come il suono, in quanto onda vibratoria e movimento, possa creare forme.

Il suono ritmico di pulsar lontane milioni di anni luce, il suono degli elettroni che ruotano su se stessi, il suono del DNA: tutto richiama nuovamente l’immagine del mondo come vibrazione armonica.

Le orecchie vengono considerate un organo di senso fondamentale. Nel Trattato del fiore d’oro, antico testo cinese, si afferma che la luce degli occhi è luce esterna, mentre quella dell’orecchio è luce interna. In questa prospettiva si comprende anche il valore simbolico dell’elefante nella cultura indiana.

La musica produce effetti sull’organismo che variano secondo ritmo e tono, modificando il comportamento e potendo arrivare ad attivare la reazione di Selye.

Il principio dei cinque elementi della medicina cinese — terra, fuoco, acqua, legno, metallo — viene associato alle cinque note fondamentali. Sono inoltre individuati dodici suoni collegati ai dodici meridiani principali dell’agopuntura. Secondo la medicina cinese, le vibrazioni psicofisiche degli organismi sono in armonia con quelle del cosmo; quando questa armonia viene meno, possono nascere le malattie.

Nota bibliografica

- Ricciardi, Biocibernetica dello stress, Ed. Guna, Milano, 1994.

- Ricciardi, Biocibernetica dell’informazione, Ed. Guna, Milano, 1996.

- Ricciardi, Sport, Postura e ginnastica globale, Ed. Marrapese, 1997.

- Ricciardi – Cignetti, Posturologia Olistica, Ed. Marrapese, 1998.

- Ricciardi, Osteopatia del bacino, Ed. Marrapese, 1998.

- Villeneuve, Piede, postura ed equilibrio, Ed. Marrapese, 1998.

Nota editoriale
Testo tratto da un documento del Prof. Pasquale Maurizio Ricciardi e riorganizzato nella forma per migliorarne la leggibilità, mantenendo invariato il pensiero originario.